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CollineDiCristallo
Tu dici: "Non ho niente". Ti sembra niente il sole, la vita, l'amore? Guarda che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il mare..
 
 
 
 
           
       




Ricevuto da:
http://ilmiodiarioonline.ilcannocchiale.it/post/1813082.html
"Questo è un blog che leggo volentieri e chi lo scrive,
lo fa in modo davvero profondo,
scrive cosi bene che
mi piacerebbe avere anch'io
una maniera così espressiva di scrivere."


Al centro del mondo

  Non dare mai spiegazioni della TUA vita a NESSUNO



"L'avete ma osservata la brughiera? E' tormentata
dai venti, dalle tempeste, dai ghiacci dell'inverno..
Eppure l'erica resiste. Rimane attaccata alla terra sempre.
Non la tradisce mai. Non l'abbandona per rifiorire
in posti più tranquilli. Le sue radici non muoiono.
Sanno che il loro destino è legato alla brughiera, anche se è aspra, ostile.
Ma la amano così come è. Senza riserve.
Io ho sempre sognato un uomo nella mia vita, lo immaginavo forte,
forte come l'erica di quelle vallate. E capace di amare allo stesso modo"



Il cuore ha le dimensioni di un pugno chiuso e ha la forma
simile ad una pera con la punta rivolta verso il basso.
Il cuore è l'organo simbolo dell'amore, segue il ritmo
delle emozioni. Normalmente il cuore di una persona adulta
si contrae 60-70 volte al minuto, in una persona
innamorata molte di più. A volte si arriva a 100 senza
rendersene conto. Il cuore è l'ultimo ad andarsene,
lui continua a battere, anche quando viene sottratto all'organismo,
anche quando la persona amata ti abbandona,
anche quando tu non vuoi più soffrire.
Non sei tu che comandi quando sei innamorato.
Quando il tuo cuore batte forte per un altra persona,
non sei tu che comandi: è lui.




Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto,
porto su di me le cicatrici come fossero medaglie.
So che la libertà ha un prezzo alto,
alto tanto quello della schiavitù.
L'unica differenza è che si paga con piacere,
con un sorriso,
anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime.



Solo per te: convinco le stelle a disegnare
nel cielo infinito qualcosa che somiglia a Te.
Solo per te: io cambierò pelle,
per non sentir le stagioni passare..



Vado dove batte il mio cuore,
è la mia vita me la prendo così!
Chiudo gli occhi e vado lontano,
lascio al destino il futuro che avrò.



"Se tutto il resto perisse e Lui rimanesse,
io continuerei ad esistere.
Ma se tutto il resto rimanesse e Lui fosse annientato,
l'universo diventerebbe per me
un immensa cosa inutile"



Non accontentarti dell'orizzonte,
cerca l'INFINITO.



Se vivere significa camminare a testa bassa e tacere
allora IO
alzo la testa, grido e muoio.
Anno:06/07 IO ho avuto il coraggio di essere ME STESSA.



NIENTE PAURA, ci pensa la vita!
Mi han detto così..



Il CHI, il COSA, il COME e il QUANDO
non sono mai importanti quanto un PERCHè.
E nemmeno il PERCHè è poi così importante.



Non si può dire di aver vissuto se prima
non si è provato tutto ciò che è proibito.



E anche le stelle cadono..
Alcune sia fuori che dentro..



Io SONO.
Non oso aggiungere aggettivi come matura,
contenta, felice, bella..
IO SONO.
Ed è più che sufficiente.



1) Cercare le risposte è meglio che farsi le domande.
2) Stare svegli è meglio che dormire.
3) Fare una cosa, anche se dovesse riverlarsi il più
grande, il più tremendo degli errori, è decisamente
meglio che non averci provato.



Ho aperto quello specchio e dentro c'ero IO.
Femmina perfetta, somigliante a Dio.
Potente creazione.
Preziosa star.
Acrobata del vizio.



A volte capita di trascinare il coraggio fino
al punto in cui diventa pazzia.



Quando avrai bisogno di RICORDI, ti servirà
quella manciata di vita.
E ti farà piacere ritrovarti un po' di sabbia nei
capelli..
E ti metterai ad accarezzare il tuo cuore
e lasciarlo parlare...



                        

                   

 
20 luglio 2007

Lettera a una persona cara *_*



Ciao nonna,

ti scrivo perché come ti avevo detto del tempo fa “è più facile scrivere che parlare.”

Quando scrivi nessuno ti puo’ interrompere.

Nessuno si puo’ intromettere.

E nessuno puo’ vedere che faccia stai facendo.

Che vita è la vita nonna.

Ma lo sai quante me ne sono capitate da quando mi hai lasciato qui?

Sì che lo sai, vero?

Da lassù, mi vedi anche mentre scrivo questa lettera.

E forse ora sei dietro di me e la stai leggendo.

Tu non hai mai voluto imparare a scrivere nonna.

Ricordi?

Quando ero piccola mi faceva tanto ridere l’idea che una persona non sapesse scrivere, lo sai?

Nonna, non so nemmeno io perché ho deciso di scrivere questa lettera.

Voglio dirti tante cose ma non riesco a tirarne fuori nemmeno una…

L’altro giorno mentre mi guardavo allo specchio e mi facevo le sopracciglia mi sono ricordata di quell’estate di un po’ di anni fa.

Eravamo in giardino io e te… Tu camminavi sicura in quel giardino immenso.

Avevi la tua paletta per le mosche in mano e come sempre adescavi formiche!

Quanto fa ridere quest’immagine di te, nonna.

E io all’ora, potevo avere circa 10 anni.

E mi lamentavo per i peli nelle gambe.

E tu mi dissi: “Ma nooo! Ma fregatene! Lo vedi nonna? Nonna non ne ha peli. Li perdi poi.”

Lì per lì, a quell’età non capivo e ti avevo detto “Hai ragione”

Adesso quando ci penso mi viene da ridere.

Ci credo nonna che non avevi i peli!! A 90 anni!!!

Quanto eri mitica!!

Nonna… 2 anni sono passati da quando te ne sei andata…

E io riesco ancora  a sentire l’odore del tuo bagnoschiuma, l’odore della terra di quando annaffiavi i fiori… l’odore dei mandarini quando li toglievi dall’albero… l’odore dei fiori a primavera…

L’odore di quella bella casa antica ma sempre pulita… l’odore di una vita vissuta… l’odore della felicità.

Eh sì, la felicità c’era nonna. Ma quando c’eri tu.

Sai, non sono ancora riuscita a raccontare a nessuno di quando ti sei ammalata.

I porto un grande peso dentro.

Quando la malattia ti ha preso tu combattevo con tutte le tue forze per stare alzata insieme a noi…

Per stare seduta con noi davanti al fuoco… a ricordare le cose passate… a ridere….

Facevi finta di stare bene…

Ma i tuoi occhi rovinavano tutto il lavoro che tu facevi per farci credere che stavi bene.

Io li vedevo i tuoi occhi.

Dietro a quegli occhiali erano piccoli piccoli e scuri.

Ma pieni di tanta sofferenza.

Ti sforzavi per camminare lungo il piazzale del giardino, anche se era inverno tu volevi uscire lo stesso.

Volevi sentire l’odore del giardino.

Poi quando la malattia non te l’ha permesso più e ti ha costretta a letto, io da vigliacca sono sparita.

Dicevo “Non entro nella camera di nonna. Mi da fastidio vederla così.”

Quanto ero stupida.

Poi il giorno prima che tu mi lasciassi per sempre, mi avvicinai a quella stanza.

Non sono entrata dentro.

Ma ti ho visto lì.

Avevi gli occhi della sofferenza.

Il respiro affannoso.

Con le poche forze che avevi, ricordo che hai girato la testa e i tuoi occhi si sono posati su di me.

Allora hai alzato il braccio e l’hai allungato verso di me; come per dirmi “tesoro avvicinati”

Ma appena io vidi questo, scappai.

La mattina dopo, non c’eri più.

E io non ti avevo salutato.

Lo sai nonna quante volte rimpiango di non essermi avvicinata quel giorno quando tu hai alzato il braccio verso me?

Sono in conflitto con la mia anima per non essermi avvicinata.

Per non averti dato l’ultimo saluto.

Per non averti stretto la mano l’ultima volta.

Mi sento così inutile tutt’oggi.

Perdonami nonna.

Spero che quando ci incontreremo nuovamente nel mondo che Dio ha preparato per noi, tu mi abbia già perdonata.

Sai nonna, adesso sono fidanzata.

Oggi faccio 5 mesi.

Si chiama Roberto.

Sì nonna.

So già cosa mi stai domandando.

“Ti vuole bene?”

E la mia risposta è “No nonna. Non mi vuole bene. Mi ama. E’ diverso.”

Mi manchi nonna.

Mi manca tutto di te.

Se adesso tu fossi ancora qui, io sarei a casa tua…

E saremo sedute in giardino insieme.

In quel giardino c’era sempre fresco.

Sempre…

Per qualche magica magia c’era fresco d’estate e si stava bene d’invero.

In modo da poterci stare sempre.

Quel giardino, nonna, ora non c’è più.

A causa di tanta avarizia, la tua casa è stata venduta.

E adesso è un cantiere.

Ci sono passata da poco nonna.

E’ tutto distrutto.

Tutto caduto.

Tutto in rovina.

Quando ho visto la tua casa ridotta così mi si è rotto il cuore in mille pezzi.

E un pezzo è rimasto lì.

Perché un pezzo del mio cuore era in quella casa con te.

Mi è parso di vederti in mezzo al “giardino” in rovina.

Tu, carina ed esile, con la tua paletta rossa per le mosche.

Che vagavi in quel non-giardino.

Dove ormai non troverai più né mosche e nemmeno formiche.




permalink | inviato da CollineDiCristallo il 20/7/2007 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


 

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